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Il paese di Montegrazie si affaccia in declivio tra gli ulivi. Resistono le viuzze acciottolate alla maniera antica, i carruggi ombrosi, le nicchie e i piloni ai crocicchi, gli orti cintati sottocasa, i pozzi d'acqua piovana con le carrucole cigolanti. 

Il paese di Montegrosso faceva parte dei comuni di Torrazza e Moltedo. Nel 1871 si staccò da essi e l'anno successivo cambiò il nome in Montegrazie.

Nei tempi successivi, sempre fedele alla sua tradizione cristiana e civile, questa buona popolazione visse con grande fatica del lavoro assiduo dei campi,  con la cura esperta degli ulivi e con qualche produzione artigianale.

 

La popolazione rimasta si tramanda i segreti della cultura contadina: 

- il conto a memoria "dell'epatta" per le semine

- l'uso dello stallatico nella dose giusta per l'orto

- la buona scelta degli inserti innescati sui tronchi selvatici

- il segreto di costruzione delle "caselle" , i ricoveri d'emergenza coperti tondo a tondo con l'ardesia.

Perdura, tenace nel tempo, la devozione sincera per la Madonna. Il culto di  Nostra Signora delle Grazie fa parte del patrimonio familiare e si tramanda nel rispetto delle usanze. Il racconto della pastorella muta di Moltedo rimane vivo nel cuore della gente. E' il racconto vago della bambina graziata dalla Madonna che le apparve in tutto il suo fulgore guarendola. Sulla pietra dove  la Vergine Santa si posò  fu eretto l'altare del primo Santuario ancora meta di pellegrinaggi.

 


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